La regina di ghiaccio

La regina di ghiaccio

La storia della Regina di ghiaccio e del gufo

C’era una volta, tanto tempo fa, in un mondo lontano e ormai ricoperto dai ghiacci, un castello meraviglioso e splendente. Le sue vette toccavano le bianche nuvole e la sua barriera era coperta da gemme scintillanti.

Un piccolo ruscello d’acqua limpida, solcava i dintorni delle mura e tutt’intorno vi erano foreste e distese d’alberi dalle punte argentee, poiché l’inverno stava giungendo. Fate, gnomi elfi ed altre creature erano i custodi di cotanta meraviglia, ma la storia di cui vi voglio narrare in verità è quella della Bellissima Regina di

Capelli corvini erano i suoi e aveva pelle bianca come neve, labbra d’argento e occhi fatti d’inverno. Madre del freddo e della brina del mattino Bella come una sposa della natura abbracciata dai folti rami spogli suoi Le sue giornate passavano in tranquillità e pace, nel silenzio della natura e nella musica del vento di chi

sapeva ascoltare. Ogni tanto, si recava nel bosco per far visita ai suoi sudditi dai quali era tanto amata.

In una notte fredda come tante, la regina era intenta a vegliare sulla valle dalla balconata delle sue stanze, dalle quali poteva contemplare l’immensità del suo regno. Ad un tratto, la sua attenzione venne catturata da un bellissimo e maestoso esemplare di gufo bianco. Il gufo si posò accanto a lei e la guardò intensamente

negli occhi, poi, con un battito d’ali…volò lontano lontano.

Ogni notte di quell’inverno, il gufo tornava alla stessa ora .Così, la regina una di quelle notti decise di “Da dove vieni? perché voli ogni notte dinnanzi al mio cospetto?

Non essendo pronta a ricever risposta, con un sospirò si allontanò addentrandosi nella stanza ,quando ad un tratto, una voce alle sue spalle rispose

Mi chiamo Ser Grundar figlio del Re Moferus governatore delle terre d’estate, prima ero umano ma sono stato trasformato in Gufo da un terribile sortilegio

Così ella chiese ancora “Chi ti ha fatto questo?”

Il gufo a sua volta rispose

Ci sono altre creature al di la dei boschi e della foresta di ghiaccio, creature malvagie. Ogni notte di ogni anno il mio corpo tramuta in folte piume bianche ,miei occhi diventano gialli e profondi per vedere nel buio, le ali si spiegano e le gambe si fanno artigli per le prede. La mia bocca si fa becco lucente e temibile.”

La regina ,con voce ferma e malinconica, si dispiacque per il povero animale dal triste animo e decise di prenderlo con se per prendersene cura.

Il mattino seguente, al suo risveglio con grande sorpresa la regina si ritrovò davanti ad un uomo nudo dormiente in terra, bello come il sole dai capelli biondi e labbra rosee.

L’inverno lento si posava come un candido manto su di ogni cosa. Il ruscello ormai ghiacciato era ritrovo per centinaia di piccole lucenti fate danzanti. La foresta silenziosa celava altra magia.

Intanto nel castello La regina di ghiaccio e Ser Grundar trascorrevano piacevoli giornate in compagnia luna dell’altro, per la regina le ore passate insieme erano momenti magici e felici, felici come non lo era mai stata malgrado la notte incombesse dopo ogni giorno.

Così nei loro cuori un sentimento era nato, ma la loro era una triste storia di attimi d’amore che svanivano
Una notte al sorgere della luna il gufo bianco chiese alla regina di ghiaccio

Non sei stanca di dovere aspettare per sempre ogni mattino per amarmi?

Cosi ella con voce dolce rispose

L’importante non è quanto aspetti… ma chi aspetti. ED IO, ASPETTO TE MIO AMORE

Debora Lo Re